Occorre premettere che Castel del Giudice è un piccolissimo comune di 350 abitanti situato nell’Alto Molise in provincia di Isernia: uno dei tanti luoghi simbolo dell’Italia minore, caratterizzati dallo spopolamento, della carenza dei servizi, dal basso livello della qualità della vita e da carenti prospettive per il futuro.
In quasi quarant’anni il paese è passato da più di 1.500 abitanti agli attuali contati oggi. Un destino che l’accomuna a gran parte di quel nutrito gruppo di piccoli comuni situati in un’area territoriale che comprende la provincia di Isernia e una larga fetta d quelle di Campobasso e di Chieti di cui uno studio della Diocesi di Trivento preconizza la fine prossima, se non interverranno fatti nuovi che convincano i giovani a restare.
Il Modello di Governance Territoriale
Castel del Giudice costituisce uno dei simboli della marginalità economica, sociale e territoriale delle aree interne del Mezzogiorno d’Italia , ma esso rappresenta anche l’esempio di tanti piccoli Comuni delle aree interne che hanno deciso di non arrendersi, di progettare e realizzare una tenace strategia di resistenza, senza attardarsi a piangersi addosso, senza indulgere nel lamentarsi fine a se stesso. Ciò è stato fatto attraverso la progettazione e l’attuazione di un particolare Modello di Governance Territoriale, caratterizzato da due elementi portanti:
La Mission delle Società
La società agricola MELISE srl si prefigge infatti di recuperare i terreni in stato di abbandono o di semi-abbandono ubicati nel comune di Castel del Giudice attraverso la coltivazione delle mele e di altre specie (ad esempio susino, ciliegio, fragola, farro, ecc.), la trasformazione, la commercializzazione e la valorizzazione in generale dei prodotti agricoli di qualità che si potranno ottenere da una attenta ed oculata gestione del territorio.
L’alto Molise è la parte più a nord del Molise interno e comprende una serie di comuni coincidenti con la omonima comunità montana con un’altitudine media di quasi mille metri slm.
Quasi incastrato nell’Abruzzo è costituito per la maggior parte da un territorio montano e boschivo che occupa gran parte della superficie totale.
Il flusso migratorio del secolo scorso ha sempre più spopolato questa zona riducendo drasticamente il numero dei suoi abitanti e ciò ha influito notevolmente sull’assetto del territorio e sulla qualità delle coltivazioni.
Nei decenni scorsi migliaia di famiglie alto molisane si sfamavano con i prodotti di una agricoltura povera e senza mezzi , si coltivavano in prevalenza cereali , patate e granturco le coltivazioni riguardavano la maggior parte dei terreni disponibili.
Anche gli allevamenti erano finalizzati ad un tipo di economia primordiale dell’autosufficienza , dove ogni famiglia produceva tutto ciò che serviva per sopravvivere.
Dai primi anni del novecento fino agli anni 60, lo spopolamento dovuto all’emigrazione ha restituito ai boschi gran parte del territorio coltivato per secoli , boschi di cerro e faggio ma anche altre latifoglie minori, acero, carpino, ecc...
A Castel del Giudice, come negli altri comuni, una fascia di terreni ad altitudine più bassa 700-900 metri è riuscita a resistere all’avanzata della vegetazione poichè in una fase intermedia è stata utilizzata a prato pascolo, con falciatura annuale.
Questa fascia è stata la prima che, come Melise, abbiamo utilizzato per impiantare i meleti.
Ma il progetto prevede anche l’utilizzo della fascia attigua, attualmente a pascolo arborato, per insediare allevamenti allo stato semibrado.
Siamo in presenza di un territorio incontaminato e con potenzialità notevoli sia rispetto all’agricoltura che alla zootecnia di tipo biologico. Il Territorio si presta anche ad escursioni, nel periodo aprile ottobre, per scoprirne le bellezze naturali, tra cui le sorgenti di acqua sulfurea e le antiche mulattiere, ed i suoi prodotti, tra cui i funghii tartufi ed altri prodotti spontanei, con l’aiuto di esperti.
L’alto Molise è anche famoso per le sue specialità culinarie e per i suoi prodotti tipici, quali i salumi e formaggi. Un luogo ideale, quindi, per accogliere persone che amano e vivono la natura.
Vieni a trascorrere le vacanze intelligenti in questo territorio incontaminato, ti accompagneremo a cercare funghi e tarufi nei nostri boschi.
Si inizia ad aprile maggio con la raccolta del Tricoloma Georgi (nella foto) che qui è considerato il re dei funghi. Si prosegue con il tartufo estivo, tuber aestivum e con i funghi che abbondano in Giugno, galletti e porcini.
Ad ottobre è la volta del tartufo bianco , che è possibile cercare fino al 31 dicembre . I prodotti possono essere degustati anche nei ristoranti della zona.
L’alto Molise alto Sangro sono disegnati da una fitta rete di mulattiere che partono dai tracciati dei tratturi, ormai quasi scomparsi, per raggiungere ogni angolo del territorio. Con il passare dei decenni molte di queste stradine che disegnavano confini dei terreni coltivati e si inoltravano nei boschi permettendo di trasportare a dorso di mulo i prodotti dell’agricoltura, il letame e la legna per riscaldarsi nei rigidi inverni.
Con il tempo molte di queste mulattiere sono state invase e ricoperte da arbusti , altre sono ancora percorribili .
Pensiamo ad un lavoro di volontariato per ripulire queste stradine che testimoniano la vita dei secoli passati e ci permettono di raggiungere posti incantevoli al riparo dall’inquinamento e dal rumore.
A completare la descrizione del nostro territorio segnaliamo una sorgente di acqua sulfurea a quota 1100 metri slm.
Si tratta di una sorgente non di grandi dimensioni ma dal fortissimo odore e contenuto di zolfo che poi si riversa nel torrente "Molinaro".
Alla località "acqua zolfa" fino a qualche anno fa ci si arrivava esclusivamente a piedi o a dorso di mulo. Attualmente una strada sterrata permette di arrivare con i fuoristrada a poche decine di metri dalla sorgente.
Esiste un antico progetto di utilizzare l'acqua per cure termali che potrebbe diventare un volano per il turismo.